CALTAGIRONE — Un legame indissolubile tra terra, laboriosità e devozione; una manifestazione storica che attraversa le generazioni mantenendo intatta la propria forza espressiva e comunitaria. Sabato 30 maggio, a partire dalle ore 15:30, le vie monumentali di Caltagirone torneranno a popolarsi di colori, suoni e profumi in occasione del tradizionale e folkloristico corteo della “Rusedda”. L’evento rappresenta uno dei momenti più sentiti ed evocativi legati ai festeggiamenti in onore di Maria Santissima di Conadomini, Patrona della città calatina.

Un ponte tra memoria storica e modernità

Il corteo costituisce un’eccezionale sintesi di fede popolare e orgoglio identitario. Storicamente animata dagli agricoltori e dai pastori della zona che sfilavano orgogliosi a dorso di muli, cavalli o a bordo dei caratteristici e variopinti carretti siciliani, la sfilata ha saputo nel tempo integrare la modernità senza smarrire la propria anima arcaica. Oggi, accanto ai tradizionali elementi equestri e ai preziosi carretti artigianali, sfilano trattori, automobili e mezzi agricoli contemporanei.

Il comune denominatore rimane la “rusedda”, la pianta di cisto raccolta con dedizione nel fitto e suggestivo Bosco di Santo Pietro. Un arbusto che evoca l’antica economia della città: in passato, infatti, la pianta veniva raccolta dagli arcaici raccoglitori per essere venduta ai celebri maestri “stovigliai” di Caltagirone, che la utilizzavano come combustibile ad alto rendimento per ardere i forni in cui prendevano vita le celebri maioliche.

La sinfonia visiva e sonora della devozione

Ad aprire la vivace e festosa carovana sarà, come da rituale, il sacro vessillo — noto popolarmente come “triunfu” — recante l’immagine venerata della Madonna di Conadomini. L’incedere della sfilata sarà scandito da una colonna sonora ancestrale e inconfondibile: l’eco intermittente e profondo delle “brogne”, grandi conchiglie marine trasformate dall’ingegno contadino in veri e propri strumenti a fiato, il cui suono potente un tempo richiamava i braccianti nelle campagne e oggi evoca il richiamo solenne della festa.

La parrocchia di Maria Santissima di Conadomini, guidata dal parroco don Francesco Di Stefano, costituisce il cuore pulsante delle celebrazioni liturgiche e culturali che in questi giorni stanno richiamando centinaia di fedeli, offrendo un ricco calendario di appuntamenti religiosi e ricreativi in grado di rinsaldare il tessuto sociale della comunità.

Le dichiarazioni e il coordinamento

Sull’importanza dell’evento si è espresso il primo cittadino di Caltagirone, Fabio Roccuzzo:

«La Rusedda è una manifestazione profondamente radicata nella cultura e tradizione agricola di Caltagirone ed espressione di una genuina devozione popolare. Ogni anno questo rito conferma la propria connotazione fortemente identitaria e la sua straordinaria capacità di coinvolgimento intergenerazionale».

Anche per l’edizione 2026, la complessa macchina logistica e organizzativa si avvale del coordinamento dell’associazione culturale “Senza Frontiere”. Il suo presidente, Giuseppe Carnibella, ha voluto porre l’accento sul valore della memoria:

«È fondamentale custodire con massimo rispetto le nostre tradizioni popolari. Fra queste, un ruolo di primo piano è ricoperto proprio dalla Rusedda, un patrimonio immateriale che merita di essere protetto, valorizzato e adeguatamente tramandato alle giovani generazioni affinché non si disperda il senso delle nostre radici».

Il percorso del corteo

Il raduno e la partenza sono fissati alle ore 15:30 in Piazza della Regione. Da lì, il colorato serpentone umano e meccanico si snoderà attraverso un itinerario che toccherà i punti nevralgici della città: Via Mario Milazzo, Via Principe Umberto, Via Giovanni Burgio, Via Giorgio Arcoleo, Via Roma, Piazza Umberto, Via Principe Amedeo, Piazza Municipio, Via Vittorio Emanuele, Via Duca degli Abruzzi e Via Carcere e finire in via ex matrice sulla sommità della famosa scalinata di Samta Maria del Monte.

Il gran finale, caratterizzato da un colpo d’occhio di straordinaria intensità visiva ed emotiva, si consumerà sul monumentale sagrato della Chiesa di Santa Maria del Monte, dove i partecipanti riceveranno il simbolico abbraccio della cittadinanza e dei numerosi turisti accorsi per l’occasione.

@RIPRODUZIONE VIETATA

Potrebbe essere un'immagine raffigurante testo

Potrebbe essere un'immagine raffigurante una o più persone, folla e testo

Nessuna descrizione della foto disponibile.

Potrebbe essere un'immagine raffigurante veicolo di assistenza e testo


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *