LA BASILICA DI MARIA SS. DEL MONTE IN CALTAGIRONE
In cima alla Monumentale Scala, di origini probabilmente bizantine, crollò, assieme con le altre, nel terremoto del 1693 e fu ricostruita, su disegno dell’Architetto Francesco Battaglia, in grandioso ma semplice disegno Barocco, con uno svettante Campanile progettato da Venanzio Marvuglia.
L’interno a Croce latina con tre Navate divise da Serliane, conserva una tavola di stile orientalizzante con la Rappresentazione della Madonna di Conadomini, che la tradizione vuole portata dalla famiglia Campochiaro, da lucca, nel XIII Secolo.
Vi sono inoltre diverse Tele dei Fratelli Vaccaro e gli studiosi affermano che in questa Basilica furono sepolti i resti di Gualtiero e che per Essa fu commissionata ad Antonello da Messina la Grandiosa Cona di S. Giacomo, di Caltagirone uno dei Protagonisti del Vespro.
ESTRATTO DA: “LE CITTA’ TARDO BAROCCHE DEL VAL DI NOTO” CALTAGIRONE
At the top of the Monumental Staircase, of probable Byzantine origin, it collapsed along with other structures in the 1693 earthquake. It was then rebuilt in a grand yet simple Baroque design by the architect Francesco Battaglia, with a soaring bell tower created by Venanzio Marvuglia.
The interior has a Latin cross plan with three naves divided by Serlianas. It preserves a panel in an Orientalizing style depicting the Madonna of Conadomini, which, according to tradition, was brought from Lucca by the Campochiaro family in the 13th century. There are also several paintings by the Vaccaro brothers.
Scholars state that the remains of Gualtiero, one of the protagonists of the Sicilian Vespers, were buried in this basilica, and that the magnificent altarpiece of St. James was commissioned from Antonello da Messina specifically for this church.
“THE LATE BAROQUE CITIES OF THE VAL DI NOTO” CALTAGIRONE
La Basilica di Maria SS. del Monte di Caltagirone è un luogo di grande significato spirituale e culturale, un simbolo della fede e della storia della Città di Caltagirone.
Per Secoli, questa Basilica ha accolto i fedeli che cercavano conforto, guida e protezione, e ancora oggi continua a rappresentare un punto di riferimento importante per tutta la Comunità Cristiana.
La sua storia è ricca di eventi e di personaggi che hanno contribuito a plasmare la spiritualità e la cultura della città.
Questa Basilica e stata anche luogo di incontro con Dio per tanti fedeli che qui hanno ricevuto i sacramenti del battesimo,della confermazione, dell’eucarestia e del matrimonio.
La Basilicadi Maria SS, del Monte, luogo dell’iniziazione alla vita cristianai crescita spirituale per molti fedeli (me compreso), continua ad essere casa di preghiera e di devozione per la Comunità Parrocchiale e Cittadina.
In questo luogo sacro, è particolarmente venerata l’icona della Madonna di Conadomini, una tavola tardo-bizantina a doppio dipinto che rappresenta la Vergine Maria con il Bambino Gesù da un lato e il Cristo che si erge dal sepolcro dall’altro lato, che, nel 1225 fu portata a Caltagirone dalla famiglia Campochiaro espulsa da Lucca durante la Guerra tra Guelfi e Ghibellini.
Sorge nella parte più antica dell’abitato ed era un tempo dedicata a Santa Maria Assunta.
Piu’ volte Danneggiata e Riedificata, la Basilica Di Santa Maria del Monte, Matrice prima dellA erezione Della Basilica di San Giuliano come Cattedrale, si trova in cima alla famosa scalinata di caltagirone che, costruita nel 1606 , soddisfaceva l’esigenza di unire direttamente la Chiesa Madre con il Palazzo di Città; fu successivamente restaurata e abellita con i motiviche riprendono i vari stili che hanno caratterizzato nei secoli L’arte della Ceramica di Caltagirone.
La Volta della Navata centrale è decorata con Affreschi raffiguranti Eroine Bibbliche, Rebecca, Abigail, Giuditta e Ester, nelle quali la tradizione della Chiesa ha visto delle prefigurazioni di Maria, la cui immagine di maria è dipinta nella Volta del Presbiterio , e realizzati nella prima metà dell’ottocento dai Fratelli Vaccaro.
Degli Altari Laterali sono da segnalare quello dedicato alla Madonna del Salterio, la cui Statua Marmorea è attribuita a Domenico Gagini (+1492), L’Altare della presentazione di Maria al Tempio con lo Stemma gentilizio della famiglia Boscarelli – Sturzo, e l’Altare del Cristo alla Colonna, con la Statua Lignea realizzata nel 1592 dall’Artista Paolo Nigro.
La Chiesa di SANTA Maria Del Monte è particolarmente cara ai Cittadini di Caltagirone poichè in essa è custodita la Sacra Immagine della Madonna di Conadomini la cui devozione si esprime sopratutto nel mese di Maggio interamente dedicato al culto di Maria.
Si tratta di una Tavola giunta a Caltagirone nella prima metà del 1200, dipinta da ambedue i lati: durante la novena e in occasioni particolari viene esposta L’Immagine bizantina di Maria SS con in braccio il bambino Gesù; sul retro è invece raffigurato il Cristo Morto che si Erge dal Sepolcro, con alle spalle il legno della Croce.
Il titolo Conadomini nella predicazione viene spesso interpetrato come corruzione di Icona Domini, Maria Immagine del Signore; In realtà deriva dal fatto che l’immagine era un tempo esposta all’interno di una Cona che normalmente ospitava L’Immagine del Signore (Domini).
Durante tutto il mese di Maggio la Chiesa si riempie di Fedeli che rendono Culto a colei che dal 1644 è invocata come Patrona assieme a San Giacomo Il Maggiore.
The Basilica of Santa Maria del Monte
The Basilica of Santa Maria del Monte stands in the oldest part of the city and was once dedicated to Santa Maria Assunta (St. Mary of the Assumption).
Damaged and rebuilt multiple times, this basilica served as the primary church until the Basilica of San Giuliano was elevated to the status of a cathedral. It is located at the top of the famous Caltagirone staircase, which was built in 1606 to directly connect the Mother Church with the Town Hall. The church was later restored and decorated with motifs that reflect the various styles characterizing Caltagirone’s ceramic art over the centuries.
The vault of the central nave is adorned with frescoes from the first half of the 19th century by the Vaccaro brothers. These frescoes depict biblical heroines—Rebecca, Abigail, Judith, and Esther—in whom Church tradition saw prefigurations of Mary. An image of Mary herself is painted on the vault of the presbytery.
Among the side altars, several are particularly noteworthy:
The altar dedicated to the Madonna of the Psalter, which features a marble statue attributed to Domenico Gagini (+1492).
The Altar of the Presentation of Mary in the Temple, which bears the family crest of the Boscarelli-Sturzo family.
The Altar of Christ at the Column, which holds a wooden statue created by the artist Paolo Nigro in 1592.
The Church of Santa Maria del Monte is especially beloved by the citizens of Caltagirone because it houses the sacred image of the Madonna di Conadomini. Devotion to this image is particularly strong during the month of May, which is entirely dedicated to the cult of Mary.
The image is a painted panel that arrived in Caltagirone in the first half of the 13th century. It is painted on both sides: during the novena and on special occasions, the Byzantine image of the Blessed Virgin Mary holding the child Jesus is displayed. On the reverse side, the Risen Christ stands up from the tomb, with the wood of the cross behind him.
The title “Conadomini” is often interpreted in sermons as a corruption of Icona Domini, or “Image of the Lord.” However, it actually derives from the fact that the image was once displayed inside a cona, a niche that typically housed an image of the Lord (Domini).
Throughout the month of May, the church fills with the faithful who come to venerate the one who has been invoked as the city’s patroness, along with St. James the Great, since 1644.
(Notes extracted from the Diocesan Archive of Caltagirone)
Il Rosario tra i vicoli: Quando la fede colorava le edicole di Caltagirone
Nelle vene pulsanti della nostra città antica, incastonate tra i muri di mattoni e il respiro dei carruggi, resistono ancora oggi le “Cappelle” o edicole votive. Sono piccoli tesori in ceramica, dipinti su tela o su tavola, testimoni silenziosi di una devozione che un tempo non conosceva solitudine.
Prendendo spunto dalle riflessioni di Paolino Stella nel suo “Santa Maria nella Chiesa di Caltagirone”, vogliamo fermarci un momento a guardare queste icone non solo come reperti artistici, ma come centri di gravità di una comunità che oggi sembra essere cambiata.
Un rito di popolo: Il Maggio Caltagironese
C’era un tempo in cui il mese di maggio trasformava l’aspetto dei nostri quartieri. Davanti a queste edicole spuntavano:
Festoni di carta colorata che oscillavano al vento.
Fiori di campo appena colti, che portavano il profumo della terra in città.
Voci intrecciate: al calar del sole, le donne del vicinato si riunivano con i figlioli e gli uomini tornati dal lavoro.
Il Rosario non era solo una preghiera, ma un momento di ritrovo sociale. Si cantavano le lodi alla Madonna, quelle melodie composte da Mons. Mineo che ancora oggi risuonano tra le navate delle nostre chiese, ma che allora appartenevano alla strada, al popolo, alla vita quotidiana.
Il silenzio delle edicole oggi
Oggi le cappelle sono ancora lì. Osservano il passare del tempo, ma, come nota amaramente Stella, il canto si è spento. Molti attribuiscono questa scomparsa a un’evoluzione dei tempi o a una crisi della devozione post-conciliare.
Tuttavia, c’è un dato che resta immutato: il legame viscerale tra Caltagirone e la sua Patrona. Sebbene le pratiche di strada siano sbiadite, la fedeltà a Maria di Conadomini non ha mai vacillato. È un amore che resiste alle mode e ai cambiamenti dei costumi.
Un’eredità da riscoprire
Forse è impossibile tornare esattamente a quelle sere di festa collettiva, ma le edicole votive restano un invito a non dimenticare le nostre radici. Ogni volta che passiamo davanti a una di queste nicchie, ricordiamoci che lì, per secoli, è battere il cuore di Caltagirone.
Perché, come scriveva Stella:
“Caltagirone sarà sempre di Maria di Conadomini e Maria di Conadomini sarà sempre di Caltagirone.”
The Rosary Among the Alleys: When Faith Colored the Shrines of Caltagirone
Deep within the pulsing veins of our ancient city, embedded in the brick walls and the breath of the narrow lanes, the “Cappelle” or votive shrines endure to this day. Whether crafted in ceramic or painted on canvas and wood, these small treasures stand as silent witnesses to a devotion that once knew no solitude.
Drawing inspiration from the reflections of Paolino Stella in his work “Santa Maria nella Chiesa di Caltagirone”, we want to take a moment to look at these icons—not merely as artistic relics, but as the gravitational centers of a community that has significantly changed.
A Ritual of the People: May in Caltagirone
There was a time when the month of May transformed the very face of our neighborhoods. In front of these shrines, one would find:
Colorful paper garlands swaying in the breeze.
Wildflowers freshly picked, bringing the scent of the countryside into the city.
Interwoven voices: at dusk, the women of the neighborhood would gather with their children and the men returning from work.
The Rosary was not just a prayer; it was a moment of social gathering. They sang praises to the Madonna—those melodies composed by Mons. Mineo that still echo through our church aisles today, but which back then belonged to the streets, to the people, and to everyday life.
The Silence of the Shrines Today
Today, the shrines are still there. They observe the passage of time, yet, as Stella bitterly notes, the singing has faded. Many attribute this disappearance to the “evolution of times” or a crisis in post-conciliar devotion.
However, one fact remains unchanged: the visceral bond between Caltagirone and its Patroness. Even if the street-side practices have dimmed, the city’s faithfulness to Maria di Conadomini has never wavered. It is a love that withstands trends and changing customs.
A Heritage to Rediscover
Perhaps it is impossible to return exactly to those evenings of collective celebration, but the votive shrines remain an invitation not to forget our roots. Every time we pass one of these niches, let us remember that for centuries, the heart of Caltagirone beat right there.
As Paolino Stella wrote:
“Caltagirone will always belong to Mary of Conadomini, and Mary of Conadomini will always belong to Caltagirone.”
