Stamattina ho provato vergogna. Una vergogna vera, profonda, difficile da ignorare. L’ho sentita chiaramente quando ho udito un gruppo di turisti, appena arrivati nella nostra Città, commentare davanti a una delle principali vie d’accesso: “che sporcizia però…”.
Parole semplici, dette forse senza cattiveria, ma che pesano come un macigno perché raccontano una verità che conosciamo bene e che continuiamo, colpevolmente, a tollerare.
È inammissibile che gli ingressi della nostra Città, il nostro biglietto da visita, si presentino in queste condizioni: degrado, incuria, sporcizia, strutture abbandonate che parlano di disattenzione e mancanza di rispetto. Non solo verso i visitatori, ma prima di tutto verso noi stessi, verso chi qui vive ogni giorno e ama profondamente Caltagirone.
Da tempo ho sollevato il problema, anche in consiglio comunale. Ho segnalato, denunciato, chiesto interventi concreti. Eppure, nonostante le diverse segnalazioni, nulla è cambiato. Il silenzio e l’immobilismo hanno preso il posto delle soluzioni, mentre il degrado continua a crescere sotto gli occhi di tutti.
È evidente che non bastano annunci o progetti isolati. Così come si parla di pista ciclabile, sarà necessario avere il coraggio di smontare anche questa oscenità: simboli di opere mai completate, mai manutenute, lasciate a marcire come se fossero un dettaglio trascurabile. Non lo sono. Raccontano chi siamo e, soprattutto, cosa stiamo diventando.
Caltagirone merita di meglio. Merita rispetto, decoro, visione. Merita amministratori che non si voltino dall’altra parte e cittadini che non si rassegnino all’idea che “tanto è sempre stato così”. Io non mi rassegno. E continuerò a dirlo, finché questa vergogna non sarà sostituita dall’orgoglio di accogliere chi arriva nella nostra Città.
Testo redatto dal Consigliere Provinciale Aldo Grimaldi.


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