CALTAGIRONE – Una nuova casa, ma soprattutto un rinnovato slancio spirituale e culturale. Il Convegno di Cultura Maria Cristina di Savoia, storica realtà associativa femminile radicata nel territorio calatino da oltre ottant’anni, ha inaugurato ufficialmente oggi, 13 febbraio 2026, la sua nuova sede presso la chiesetta della Madonna della Stella.

Un passaggio significativo, che segue l’anniversario della beatificazione della sua ispiratrice, la Maria Cristina di Savoia, proclamata beata da Papa Francesco il 25 gennaio 2014.

Una realtà tutta al femminile al servizio della carità

A raccontare identità e prospettive del sodalizio è la vicepresidente Rosetta Stella, in carica da un decennio. «La nostra missione ha come fulcro la carità – spiega –. Accanto alla dimensione religiosa, che resta centrale, promuoviamo iniziative culturali e sociali aperte alla cittadinanza».

Il Convegno di Caltagirone, tra i primi costituiti in Italia, ha celebrato lo scorso anno l’ottantesimo anniversario dalla fondazione. Nel corso del tempo ha promosso conferenze, incontri tematici e momenti di condivisione, affrontando questioni di rilievo sociale e culturale, con una particolare attenzione alla formazione e alla crescita personale.

Elemento distintivo è la sua natura prevalentemente femminile: uno spazio di amicizia, confronto e responsabilità condivisa tra donne. Pur mantenendo questa identità, negli ultimi anni – con l’approvazione dell’assistente nazionale – è stata prevista anche l’iscrizione di uomini, senza tuttavia attribuire loro diritto di voto per le cariche associative.

Il trasferimento alla Madonna della Stella

La nuova sede è stata individuata nella chiesa della Madonna della Stella, dove oggi 13 febbraio 2026 si è svolta la cerimonia inaugurale. Il trasferimento è stato reso possibile grazie alla disponibilità del rettore don Salvo Gallo, nominato assistente spirituale dal vescovo di Caltagirone, Calogero Peri. Una scelta maturata dopo la scomparsa dello storico assistente spirituale padre Gianni Zavattieri, che per oltre trent’anni ha accompagnato il cammino del Convegno.

«Siamo molto contente – sottolinea la vicepresidente –. È un ambiente raccolto, accogliente, in sintonia con lo spirito del nostro percorso». Negli anni precedenti l’appuntamento annuale in occasione del 25 gennaio si svolgeva presso la parrocchia Sacra Famiglia; da quest’anno sarà stabilmente la Madonna della Stella ad accogliere le principali celebrazioni del sodalizio.

L’omelia: Maria Cristina, modello di ascolto e carità

A conclusione della giornata inaugurale si è svolta la celebrazione eucaristica, durante la quale don Salvo Gallo ha tracciato un intenso profilo spirituale della Beata. Commentando il Vangelo del sordomuto, il sacerdote ha evidenziato come l’apertura all’ascolto e alla Parola sia cifra distintiva della vita di Maria Cristina.

Nata nel 1812, principessa di Casa Savoia, Maria Cristina divenne nel 1832 Regina del Regno delle Due Sicilie sposando Ferdinando II delle Due Sicilie. Visse la regalità come servizio, distinguendosi per la profonda spiritualità e per l’attenzione ai poveri e ai malati. A Napoli era conosciuta come “la Reginella santa”.

Morì prematuramente a soli 23 anni, dopo aver dato alla luce il figlio Francesco II delle Due Sicilie, destinato a diventare l’ultimo sovrano del Regno delle Due Sicilie. Il processo di beatificazione, riaperto nel 2000 anche grazie all’impegno del Convegno, ha condotto alla proclamazione ufficiale nel 2014, dopo il riconoscimento del miracolo attribuito alla sua intercessione.

Nel corso dell’omelia è stato inoltre espresso il desiderio di organizzare un pellegrinaggio a Napoli, dove la Beata è sepolta, come segno di devozione e continuità spirituale.

Uno sguardo al futuro

Con l’inaugurazione odierna del 13 febbraio 2026, il Convegno di Cultura Maria Cristina di Savoia conferma il proprio radicamento nel territorio e la volontà di proseguire nel solco della carità operosa e dell’impegno culturale. Dal 2023 i Convegni Maria Cristina sono entrati a far parte dell’Unione Mondiale delle Organizzazioni Cattoliche Femminili, rafforzando la loro dimensione ecclesiale internazionale.

L’eredità della Beata continua così a tradursi in azione concreta, nella promozione del ruolo della donna nella società contemporanea e in un cammino di fede vissuto come ascolto, servizio e testimonianza. Una presenza silenziosa ma incisiva, che da oltre otto decenni accompagna la vita ecclesiale e culturale di Caltagirone.


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