A Caltagirone, tra i vicoli che profumano di storia e la maestosità della ceramica, esiste un enigma che sfida le leggi della fisica e della sazietà. È un paradosso che si consuma quotidianamente ai tavolini dei bar o tra le mura domestiche, un rituale che vede come protagonista indiscusso sua maestà il Cannolo.
Una Devozione Senza Ambiguità

La ghiottoneria, quella vera, non ammette zone grigie: o ti piace il dolce o ti piace il salato. Ma di fronte al cannolo, ogni distinzione cade. Tutti, indistintamente, si inchinano con l’umiltà di un suddito al cospetto dell’imperatore. Ci sono i “fedeli” della prima ora e ci sono i loro discendenti, coloro che hanno appreso l’arte della degustazione dai padri fondatori di questo culto millenario.

La confessione religiosa dei “cannolari” si fonda su un dogma tanto semplice quanto spietato, un dilemma che scaturisce da ogni singolo morso: “Uno è poco, due sono assai”.
L’Equilibrio Impossibile

In teoria, nei simposi conviviali dei ghiottoni, ogni cibo capace di regalare goduria possiede il suo equilibrio perfetto. È una linea sottile: se la oltrepassi e finisci dritto in “zona citrosodina”, la colpa è solo tua. Ma con il cannolo, le regole del gioco cambiano.

Con lui, quell’equilibrio perfetto non si raggiunge mai. Il cannolo non conosce la via di mezzo; egli è perennemente sospeso tra il “non abbastanza” e il “troppo”.
Un Affare Complicato

Chiunque ne abbia divorato uno ha sperimentato questo arcano: finita la prima scorza croccante e l’ultima punta di ricotta, ci si ritrova in un limbo esistenziale.

Rimanere “al di qua”: accontentarsi di uno solo, restando con quel desiderio inappagato che sa di incompiuto.

Andare “al di là”: cedere al secondo, varcando la soglia della saturazione zuccherina.

È un affare tremendamente complicato, una sfida psicologica che mette alla prova la tempra dei caltagironesi e dei visitatori. Eppure, nonostante il dilemma resti irrisolto, continuiamo a inginocchiarci davanti a questo imperatore di ricotta, accettando di buon grado il mistero del secondo cannolo.


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