CALTAGIRONE – Una Basilica gremita e vibrante di commozione ha fatto da cornice, domenica 15 marzo 2026, alla solenne celebrazione di ringraziamento per l’Arcidiacono Parroco don Nicola Vitale. Un momento storico per la comunità, che si è stretta attorno al suo pastore nel segno della gratitudine per i 26 anni di ministero svolti presso la Basilica del Santo Patrono.

A testimoniare il passaggio di testimone e la continuità del cammino ecclesiale, ha concelebrato l’Eucaristia il futuro nuovo Arcidiacono Parroco, don Salvatore Gallo. La cerimonia ha visto la partecipazione corale di tutte le realtà che animano la vita della parrocchia: dalla Confraternita S. Jacopo di Compostela all’Azione Cattolica, dal Gruppo Famiglia alle Comunità Neocatecumenali, oltre a una folla di fedeli accorsi per l’ultimo saluto ufficiale.

Ad elevare il tono spirituale della liturgia è stata l’animazione del coro “Insieme per San Giacomo”, diretto dal Maestro Donata Prezzavento, che con il canto ha interpretato il sentimento di lode dell’intera assemblea.

In occasione della IV Domenica di Quaresima, la “Domenica Laetare”, l’Arcidiacono Parroco don Nicola Vitale ha voluto salutare la comunità parrocchiale al termine del suo mandato. Un momento di profonda commozione in cui il sacerdote ha ripercorso ventisei anni di cammino condiviso, tra gratitudine e umiltà.

Di seguito, la sintesi del suo toccante discorso:

La gioia che nasce dalla Croce

«Fratelli e sorelle, siamo qui questa sera per gioire. La liturgia ci invita a una gioia che scaturisce dalla certezza che Cristo Gesù ci apre il passaggio alla vita eterna. In questo giorno di saluto e ringraziamento, solitamente il parroco uscente non è presente, ma il nuovo parroco, Padre Salvo, ha desiderato fortemente che io fossi qui a presiedere l’Eucaristia. Lo ringrazio di cuore, anche per come mi ha aiutato a far crescere questa comunità.»

Lo strumento fragile nelle mani di Dio

«L’Eucaristia è, per definizione, rendimento di grazie. Rendo lode al Signore per questi 26 anni trascorsi in mezzo a voi e per i miei 56 anni di consacrazione sacerdotale. La grazia di Dio passa attraverso persone fragili, che Egli sceglie a prescindere dai meriti umani.

Come abbiamo ascoltato nella Scrittura a proposito dei figli di Iesse, Dio non guarda ciò che guarda l’uomo: ha scelto il pastore che non era nemmeno presente all’arrivo di Samuele. È stato così anche per me. Non ho meriti; anzi, nel mio passato, specialmente in seminario, ho messo io stesso elementi negativi. Eppure, il Signore mi ha scelto per far passare la sua Grazia attraverso la mia povera persona.»

Una vita impressa nei Sacramenti

«In questi vent’anni ho avuto il privilegio di battezzare 700 bambini — alcuni dei quali oggi servono la messa qui all’altare — e di assistere a 400 matrimoni. Ogni volta che una coppia giura amore e fedeltà davanti a Dio, io prego per loro.

Oggi il Signore mi fa sperimentare la vecchiaia: non è un peso, ma un modo per aiutarmi a crescere nell’umiltà e nella semplicità, lasciandomi trasformare totalmente dal riscatto di Gesù Cristo. Chiedo perdono se a qualcuno ho recato offesa o se non ho servito come avrei voluto; portiamo tutti un tesoro prezioso in vasi di creta.»

Il futuro e la protezione dei Santi

«Rimarrò ancora con voi, ma in punta di piedi, per non essere d’ostacolo all’attività pastorale del nuovo Arcidiacono, Padre Salvo. Sarò in Basilica semplicemente per aiutare nella celebrazione e per le comunità neocatecumenali, finché le forze me lo permetteranno.

Non è mai mancata in questi anni l’intercessione del nostro Patrono, San Giacomo. Ricordo ancora quando, il 3 luglio 1999, il Vescovo Manzella mi affidò questa bellissima parrocchia: invocai subito la sua protezione e quella della Beata Lucia, nostra sorella umile. Mi sono stati accanto in ogni momento di debolezza.

Cosa dire in conclusione? È una confessione: vi ho voluto bene, vi voglio bene e continuerò a volervene. Grazie Signore per tutto quello che hai operato nella mia vita e nel cuore di questa comunità.»

L’omaggio della Confraternita: le parole del Prof. Massimo Porta

Il  Prof. Massimo Porta, delegato della Confraternita di San Jacopo di Compostela, ha voluto tributare a don Nicola un ringraziamento ufficiale a nome di tutti i confratelli:

«Il rapporto tra la nostra Confraternita e don Nicola è stato profondamente arricchente — ha dichiarato il Prof. Porta —. In questi anni siamo cresciuti sotto la sua guida spirituale, un magistero che ha nutrito il percorso cristiano di ogni confratello. Siamo qui per salutarlo ufficialmente, ma soprattutto per riaffermare un’amicizia e un cammino comune che proseguirà nel nome di San Giacomo».

Il Prof. Porta ha poi sottolineato il ruolo centrale che la Basilica ha assunto sotto la guida di don Nicola per i pellegrini: «Questa Basilica è diventata la sede iniziale del Cammino di Caltagirone, il luogo del cuore dove avviene la consegna delle credenziali, l’omaggio al Patrono e la preghiera. Don Nicola ha saputo valorizzare questo percorso come un momento rafforzativo della fede, segnando non solo la vita della Confraternita, ma l’identità stessa della parrocchia e dell’intera città».

La testimonianza del Gruppo Famiglia: l’intervento di Pasqualino Alessi

A suggellare il clima di gratitudine è stata la testimonianza di Pasqualino Alessi, in rappresentanza del Gruppo Famiglia, che ha ripercorso le sfide e la tenacia di questi anni:

«Prima che l’esodo demografico verso la zona sud della città cambiasse il volto della nostra parrocchia, eravamo un gruppo numeroso. Nonostante le difficoltà e il dimezzamento dei componenti, grazie alla costanza di don Nicola e alla Grazia di Dio, siamo riusciti a restare uniti.

Anche nei momenti più difficili, segnati dalla prova della sua malattia, abbiamo sentito la necessità di mantenere vivo questo fuoco, trasformandolo in un gruppo di preghiera mensile grazie anche al sostegno di padre Salvo Gallo. La nostra speranza è che questo gruppo possa ora ricomporsi e continuare le catechesi sulla Parola di Dio che don Nicola ci ha insegnato ad amare e approfondire. Lo ringraziamo con tutto il cuore: che Gesù Cristo possa sostenerlo sempre. Gli vogliamo bene profondamente. Auguri a lui e un caloroso benvenuto al nuovo parroco».

La riscoperta del Battesimo il saluto di Davide Bizzini, che a nome delle Comunità Neocatecumenali

Siamo profondamente riconoscenti a Don Nicola per il cammino condiviso con le nostre comunità neocatecumenali. Nel suo grande amore ai lontani e nella sua saggezza pastorale, già 22 anni fa Don Nicola, con la benedizione del vescovo S. E. Mons. Manzella, ha chiesto il neocatecumenato  nella parrocchia di  San Giacomo che, in quanto itinerario di riscoperta dell’iniziazione cristiana, è attuato di norma nella parrocchia, “ambito ordinario dove si nasce e si cresce nella fede” luogo privilegiato in cui la Chiesa, madre e maestra, genera nel fonte battesimale i figli di Dio e li “gesta” alla vita nuova. (Statuto, titolo II, cap.I art. 6). Siamo testimoni di come egli si sia  speso instancabilmente per la crescita spirituale di ciascun fratello, mostrando in ogni circostanza l’amore misericordioso di Cristo; infatti, incarnando totalmente la Parola di Dio, ha saputo rallegrarsi con quelli che erano nella gioia e ha partecipato alle sofferenze di  quelli che erano nel pianto, come dice San Paolo nella lettera ai Romani “Mi sono fatto tutto a tutti, per guadagnarne il maggior numero possibile”. Come dimenticare un memoriale di infinita bontà che Dio ha manifestato concretamente, con un gesto di totale accoglienza in parrocchia verso molti di noi, in un particolare  momento di tribolazione: da subito, padre Nicola ci ha amato e curato, come un dono prezioso della stessa famiglia di Dio. Ci ha insegnato l’umiltà, facendosi lui stesso servo di noi tutti; ci ha ammaestrato all’obbedienza alla Chiesa, alla semplicità e alla libertà dei figli di Dio –  lui, uomo libero da tante idolatrie umane. Anche nella sofferenza umana, ci ha mostrato come si abbraccia la croce –  scandalo per molti, rinnegando la propria stessa vita e facendo la volontà di Dio sempre, nella certezza – come afferma   –  che ogni fatto della nostra vita è storia santa, necessaria per la conversione quotidiana. Il suo esempio e i suoi insegnamenti ci hanno edificato grandemente, per questo e molto altro diciamo grazie al Signore Dio perchè ci ha dato Padre Nicola,  una benedizione per il Cammino Neocatecumenale, per tutti i fedeli e per tutta la parrocchia di San Giacomo. Grazie, don Nicola”.

Il canto della comunità: il saluto della Maestra Donata Prezzavento

A suggellare la serata è stato l’omaggio del coro “Insieme per San Giacomo”. La direttrice, la Maestra Donata Prezzavento, ha ripercorso la storia di questa realtà nata sotto l’ala di don Nicola:

«Il nostro coro è nato nel 2009 proprio qui in Basilica, con l’obiettivo di animare le celebrazioni del 25 luglio. Dobbiamo a don Nicola la partecipazione e quel senso di fraternità che ogni anno, a

settembre, si rinnova con la messa e la condivisione in campagna. Sotto l’infusione dello Spirito Santo, questo gruppo continua il suo servizio e ringraziamo il buon Dio per questo. Stasera abbiamo voluto salutare con il canto il nostro Arcidiacono per i suoi 26 anni di ministero: lo facciamo con gioia, augurandogli lunga vita ancora in mezzo a noi».

Con un lungo e fragoroso applauso, la comunità ha salutato il suo pastore, che da oggi proseguirà il suo servizio come Arcidiacono Emerito, restando per Caltagirone un esempio luminoso di paternità spirituale e dedizione al Vangelo.

 


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *