Aveva deciso il silenzio per Natale, ma di fronte a quello che definisce il “declino di una città che con fatica aveva costruito”, Gaetano Pace ha scelto di intervenire pubblicamente. Lo ha fatto con un post sui social, duro nei toni e carico di preoccupazione, in cui fotografa una situazione che descrive come una vera e propria “caduta libera”.

Secondo Pace, la città vive una fase di immobilismo segnata da pressappochismo e superficialità, senza una reale visione di soluzione. Un contesto che, a suo avviso, ha già spianato la strada alla vittoria delle destre, nonostante prebende e promesse mancate, e dopo una lunga stagione di denigrazione che avrebbe prodotto “il nulla cosmico”.

Nel suo intervento, Pace respinge preventivamente le consuete ramanzine politiche e invoca invece un gesto chiaro: un “umile passo indietro” per consentire un reale cambiamento. Da qui la decisione più netta e impegnativa: la candidatura a sindaco della sua città.

«Per questo mi candido sindaco della mia città: non mi va che sia ridotta così, non mi va che le destre vincano facile», scrive Pace, sottolineando come la scelta nasca da un senso di responsabilità più che da ambizione personale.

Il percorso che immagina non è semplice né rassicurante. Pace parla apertamente di un lavoro duro, fatto di cambiamenti profondi e di rottura degli schemi preconfezionati, con l’obiettivo di “risalire la china” senza nostalgie o ritorni al passato. La direzione, chiarisce, sarà solo in avanti, anche a costo di scelte impopolari.

A chi liquida tutto con scetticismo, Pace risponde con una formula ormai diventata simbolica: “Non succede ma se succede… ma lì c’è il mare”. Un riferimento che richiama identità, riscatto e appartenenza, racchiuso nell’hashtag che accompagna il post: #maliceilmare.

Un messaggio che segna l’inizio di una fase politica nuova e che promette di aprire un confronto acceso sul futuro della città.


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