Al Sindaco di Caltagirone, Agli Assessori competenti, Ai miei concittadini.
Scrivo queste righe con il peso di chi, ogni giorno, attraversa l’area di San Giovanni e non può più fingere di non vedere. Mi rivolgo a voi non solo come residente, ma come qualcuno che ama profondamente questa terra e che resta ferito nel vederla trattata con tale indifferenza.
San Giovanni dovrebbe essere il nostro portone d’ingresso, il luogo dove diamo il benvenuto a chi sceglie di scoprire la bellezza di Caltagirone. Invece, oggi, è diventato il simbolo di un fallimento collettivo. Quello che accogliamo è un panorama di carcasse d’auto e arredi urbani divorati dalla ruggine, un insulto a chiunque creda ancora nel decoro della nostra città.
È accettabile che un’area urbana si trasformi in un pascolo abusivo? È surreale dover assistere a scene in cui il bestiame pascola indisturbato tra le panchine, mentre i cittadini sono costretti a guardarsi le spalle dai branchi di cani randagi. Non è solo una questione estetica: è una questione di sicurezza pubblica che non può più essere ignorata. Chi prova a godersi un po’ di verde con il proprio cane si ritrova protagonista di inseguimenti pericolosi. È questo il modello di vivibilità che vogliamo offrire?
L’area camper: un’offesa all’economia del territorio. Mentre altre città siciliane lottano per attirare il turismo itinerante, noi lasciamo che la nostra area camper muoia nell’abbandono. È un’infrastruttura fantasma, priva di servizi e dignità, che invece di generare ricchezza genera vergogna. Stiamo letteralmente dicendo ai viaggiatori: “Qui non siete i benvenuti”.
Non possiamo più permetterci di considerare San Giovanni come una periferia invisibile. È il cuore pulsante della nostra accoglienza e, in questo momento, quel cuore è fermo.
Chiedo un intervento immediato. Non servono grandi promesse, servono i fatti: pulizia costante, rimozione dei mezzi abbandonati, messa in sicurezza contro il randagismo e il pascolo abusivo. Riprendiamoci questo spazio, perché un biglietto da visita sporco e sgualcito racconta di noi una storia che non meritiamo.
Con speranza e determinazione,
Un cittadino di Caltagirone

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