L’analisi del declino delle presenze natalizie impone una riflessione: stiamo vivendo di rendita su un’eredità del passato che rischia di esaurirsi.

Vedere Piazza Municipio popolata di visitatori è un’immagine che rasserena l’animo e giustifica il sorriso di chi amministra la nostra città, soddisfatti  per il movimento turistico registrato. Tuttavia, la politica ha il dovere di guardare oltre l’emozione del momento e analizzare i dati con freddezza e onestà.

Il Brand “Città dei Presepi”: Una Rendita di Posizione

La verità che emerge da un’osservazione attenta è che i turisti che ancora oggi scelgono di visitare Caltagirone non sono attirati da novità originali o da una programmazione straordinaria. Essi arrivano perché attirati da un brand storico: quello di “Caltagirone Città dei Presepi”.

È un marchio creato decenni fa, figlio di una stagione in cui la città era meta di flussi turistici oggi inimmaginabili. Se l’attuale amministrazione avesse vissuto quegli anni di reale “invasione”, la gioia di oggi sembrerebbe poca cosa. In questo contesto, è giusto riconoscere i meriti storici di chi, come il Dott. Francesco Judica (all’epoca alla guida dell’Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo), ebbe l’intuizione e la capacità di inventare letteralmente il turismo calatino.

Un Declino che non si ferma

Nonostante il colpo d’occhio domenicale possa ingannare, il trend degli ultimi anni segna un calo costante, in particolare nel periodo natalizio. I motivi di questa flessione sono molteplici e stratificati:

  • Mancanza di continuità: Le amministrazioni che si sono succedute non sempre hanno saputo evolvere il modello.

  • Settore privato disunito: Una frammentazione che impedisce di offrire un pacchetto turistico moderno e competitivo.

  • Conflittualità politica: Il vizio di dividersi in fazioni ostacola una visione strategica comune.

Conclusione: Ripartire dai Numeri, non dalle Impressioni

Come evidenziato dalle analisi, i numeri documentano una realtà che non può essere ignorata. Non serve un censimento dettagliato per accorgersi che la forza d’attrazione della città sta sbiadendo.

Proprio da questa analisi obiettiva si dovrebbe ripartire. La soddisfazione per i turisti presenti deve essere il punto di partenza per una critica costruttiva, non il traguardo finale. Se non si torna a investire in idee originali e non si smette di vivere di rendita sul lavoro fatto “decenni fa”, il rischio è che il declino diventi irreversibile. Caltagirone merita molto più che un semplice ricordo dei suoi fasti passati.



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