Da anni residenti e parrocchiani segnalano al Comune una situazione di progressivo degrado urbano in via Volta Campanile e in Largo San Giacomo. A risultare particolarmente compromesse sono le fioriere pubbliche e le aree verdi circostanti, lasciate – secondo le testimonianze – senza un’adeguata manutenzione ordinaria e straordinaria.
Le due fioriere collocate in via Volta Campanile, proprio davanti allo storico campanile della Basilica del Santo Patrono, versano in condizioni critiche: piante abbandonate a se stesse sin dal momento della messa a dimora, vegetazione incolta e assenza di interventi sistematici di cura del verde. In alcuni periodi, lungo la scalinata e nelle aree adiacenti alla chiesa, l’erba avrebbe raggiunto anche il metro e mezzo di altezza, rendendo di fatto difficoltoso l’utilizzo degli spazi da parte di cittadini, residenti e turisti.
Una situazione che, oltre al danno estetico, incide sull’immagine complessiva della città, soprattutto in un’area di alto valore storico e religioso. La Basilica, dedicata al Santo Patrono San Giacomo, rappresenta infatti uno dei luoghi più significativi del tessuto urbano calatino, frequentato quotidianamente e meta di visitatori durante tutto l’anno.
Tra le proposte avanzate dalla cittadinanza vi è la richiestache venga attivato un apposito bando pubblico per affidare la cura delle due fioriere ad associazioni del terzo settore, attività commerciali o singoli cittadini disponibili ad adottarle. Un modello di gestione partecipata del verde urbano che potrebbe garantire continuità nella manutenzione e rafforzare il senso di appartenenza alla comunità.
Si chiede inoltre l’installazione di sistemi di videosorveglianza per contrastare l’abbandono di rifiuti solidi urbani, fenomeno che contribuirebbe ad aggravare il degrado dell’area. Parallelamente, viene sollecitato un intervento complessivo di riqualificazione, capace di restituire decoro e dignità a uno spazio che ospita uno dei simboli religiosi e storici più rappresentativi di Caltagirone.
La questione resta ora nelle mani dell’amministrazione comunale, chiamata a dare risposte concrete per tutelare un patrimonio che appartiene all’intera collettività.



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