Il recente studio di Unioncamere che incorona Caltagirone come la migliore tra le città “intermedie” per vivibilità e valore aggiunto pro-capite (+16%) è, come giustamente sottolineato dal Sindaco Fabio Roccuzzo, motivo di grande orgoglio e un riconoscimento tangibile dell’impegno profuso. L’attrattività della città, confermata anche dall’acquisto di immobili da parte di cittadini stranieri, è una risorsa preziosa. Tuttavia, per trasformare questo “processo virtuoso” in una vittoria strutturale e definitiva contro lo spopolamento, è fondamentale che l’amministrazione compia il passo successivo: passare dal riconoscimento all’azione strategica chiara.
📈 I Punti di Forza Riconosciuti e la Necessità di Sostegno
Il comunicato evidenzia due pilastri:
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Resilienza Demografica: Caltagirone resiste meglio all’inverno demografico, con percentuali di spopolamento inferiori alla media nazionale.
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Qualità Produttiva: Il passaggio da una “città del terziario” a una “città produttiva che guarda alla qualità della vita” ne è il motore.
Questi dati sono la base ideale per una pianificazione di lungo periodo. La dichiarazione del Sindaco che “non è un punto di arrivo” è onesta e necessaria, ma solleva immediatamente la domanda: qual è la prossima tappa e come ci si arriva?
🎯 La Critica Costruttiva: Passare dalla Dichiarazione al Programma Operativo
La critica non riguarda l’analisi, che è positiva, ma la prospettiva operativa. Per rendere il processo di contrasto allo spopolamento strutturato, come auspicato, non basta l’unità politica; servono tre elementi chiave:
1. Mappa Dettagliata delle Aree di Sviluppo 🗺️
Il concetto di “città produttiva” deve essere declinato in settori specifici. Quali sono i motori di questo valore aggiunto del +16%? Artigianato (ceramica), agricoltura di qualità, turismo culturale, o start-up innovative?
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Raccomandazione: È necessario un Piano Triennale di Sviluppo Economico che identifichi 2-3 filiere prioritarie su cui convogliare investimenti, incentivi fiscali locali e servizi di supporto alle imprese (ad esempio, coworking di qualità o incubatori per l’imprenditoria giovanile).
2. Miglioramento dei Servizi Essenziali e Digitalizzazione 🌐
La “vivibilità” è un concetto che va oltre l’estetica e la storia. I nuovi residenti, in particolare gli stranieri che acquistano casa, richiedono infrastrutture moderne.
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Critica: Sebbene la vivibilità sia alta, lo spopolamento si combatte anche con l’efficienza. È cruciale investire nella connettività a banda ultra larga per tutto il territorio, compreso l’agro (per attrarre lavoratori remoti e nomadi digitali), e nell’ammodernamento dei servizi pubblici (trasporti, sanità locale e gestione dei rifiuti) per garantirne l’efficienza.
3. Formalizzazione dell’Attrattività Abitativa 🏡
L’acquisto di immobili da parte di cittadini stranieri è un indicatore di attrattività spontanea. L’amministrazione può e deve amplificarlo.
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Suggerimento: Si potrebbe lanciare un Ufficio Welcome per i Nuovi Cittadini o un Programma di Ristrutturazione Facilitata mirato all’abbandono edilizio, possibilmente in coordinamento con l’UNITALSI (data la sua sede centrale in città) per iniziative di inclusione sociale e supporto alla comunità. Questo trasformerebbe un trend spontaneo in una politica di insediamento attiva.
🤝 L’Appello all’Unità Politica: Dalla Parola ai Fatti
Il Sindaco conclude con un appello all’unità politica. Se la Sfida allo Spopolamento è la missione, allora i gruppi consiliari devono lavorare insieme non solo per sostenere la città, ma per co-costruire il programma operativo sopra descritto.
Caltagirone ha la base: la qualità della vita che altri centri non hanno. La vera sfida, dunque, è dare gambe concrete a questa eccellenza, trasformando un meritato studio in un modello replicabile di sviluppo per tutte le aree interne. Solo così la “base” diventerà una “struttura” solida capace di invertire il trend demografico in modo definitivo.


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